La Gen-Z all’attacco del Cannibale Rea

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di Masimiliano Cocchi

Jonathan Rea è il Marc Marquez della Superbike. Da sei anni, ininterrottamente, il pilota nordirlandese e la sua Kawasaki ZX-10 R dominano il campionato mondiale delle moto derivate dalla produzione di serie e tutti gli altri, piloti e moto, finiscono per recitare il ruolo dei comprimari. Ma una nuova generazione di piloti potrebbe interrompere il regno…


Moto Gp

In MotoGP a spezzare l’egemonia di Marc Marquez, più che gli avversari, ci ha pensato un infortunio e così è arrivata la GenZ. Una nuova generazione di piloti che ha staccato il poster di Valentino Rossi (e di Marc Marquez) dal muro della propria cameretta e si è presa la scena in Moto GP.  Mir lo ha fatto diventando campione del mondo nel 2020, Quartararo e Bagnaia hanno conquistato i gradi di ufficiali rispettivamente in Yamaha e in Ducati nel 2021, l’ultimo arrivato in ordine di tempo, Jorge Martin, è stato capace di conquistare un podio alla sua seconda gara in Moto GP.

E in Superbike dove è la new generation?

C’è qualcuno in grado di interrompere l’egemonia del Cannibale? La risposta, almeno a giudicare dai test prestagionali, è che il pilota nordirlandese è ancora il favorito, ma tanti segnali lasciano presagire che anche nel paddock delle derivate di serie stia per arrivare la rivoluzione.

I nomi del futuro sono Toprak Razgatlioglu, classe 1996, Micheal Ruben Rinaldi (1996) e Andrea Locatelli (1997).

Toprak

Toprak è un pilota turco dal cognome quasi impronunciabile e dal talento ancora da scoprire completamente. Cresciuto in Kawasaki è approdato in Superbike in un team satellite della casa di Akashi e nel 2019 è stato capace di vincere due gare a Magny Cours, in Francia. Chi ha battuto Toprak in quelle due gare? Proprio il suo “capitano” Jonathan Rea, finito secondo. Dopo una stagione a cui Toprak ha aggiunto altri otto podi, nel 2020 sarebbe stato normale promuoverlo nel team ufficiale, accanto a Jonny. Invece no. Pare che sia stato proprio Rea a stoppare l’operazione mettendo la Kawasaki davanti a un aut-aut. O lui o il turco. Così il manager di Razgatlioglu, Kenan Sofoglu – ex pilota capace di conquistare due volte il titolo di campione del mondo nella classe Supersport e oggi diviso tra il ruolo di parlamentare nell’Assemblea Nazionale Turca e quello di manager motociclistico – ha portato il “suo” pilota in Yamaha, ben felice di accogliere quello che tutti riconoscono come l’astro nascente. Dopo un anno di apprendistato ora Toprak deve fare il salto di qualità e provare a contendere il titolo di campione a Rea.

Andrea Locatelli

Al suo fianco, nel box della Yamaha ufficiale, è arrivato Andrea Locatelli, pilota bergamasco che nel 2020 ha fatto una scelta coraggiosa: abbandonare il paddock della MotoGP dopo un anno non troppo fortunato in Moto 2 e trasferirsi nel mondiale Supersport per guidare una Yamaha R6. Risultato? 13 vittorie su 15 gare e un titolo mondiale conquistato all’esordio. Risultati del genere non arrivano per caso, Yamaha se n’è accorta e lo ha promosso immediatamente in Superbike nel team ufficiale. Se Andrea si adatterà alla categoria con la stessa velocità mostrata nel 2020 non dovremo aspettare tanto per vederlo davanti.

Michael Ruben Rinaldi

In Ducati il volto nuovo è quello di Michael Ruben Rinaldi. Romagnolo, carattere tutto pepe e ducatista da sempre, ha riportato sulla Rossa di Borgo Panigale il #21, il numero di Troy Bayliss, una leggenda tra i ducatisti. Il manager di Aruba Stefano Cecconi, main sponsor del team Ducati Superbike, ha avuto il merito di credere in Michael facendogli fare esperienza nei team satellite e lui ha ripagato la fiducia vincendo la sua prima gara ad Aragón, nel 2020. Dopo aver conquistato il titolo di miglior pilota tra i team privati Michael è stato promosso nel team ufficiale. Per uno che ha fatto tutta la gavetta il bello inizia adesso.