Vittorio Zoboli, un minuto prima del semaforo Verde (e del campionato F1)

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di Gianluca Prudenti

Vittorio Zoboli è un ex pilota, in carriera ha collaudato le vetture di Formula 1 del Team Jordan, sfiorando anche il debutto nel Circus. Non c’è riuscito per una mera questione economica, perchè per correre in F1 al giorno d’oggi bisogna avere alle spalle sponsor importanti. Ci ha raccontato il suo minuto prima, quello che precede il semaforo verde e quello che precederà l’inizio del prossimo campionato di F1, il 28 marzo.

Vittorio Zoboli

Vittorio, siamo alle porte del primo gran premio di F1, tu che l’hai vissuta come vedi questa stagione?

Spero non sia la solita monotonia Mercedes e che la Ferrari riesca a fare qualcosa di buono. I piloti hanno Già detto che sarà dura ma da Ferrarista spero in qualcosa di buono

Come mai secondo te le Rosse stanno facendo così tanta fatica?

Da quello che so sono penalizzati dal telaio, ora non conosco con esattezza il regolamento, ma mi risulta che la vettura dello scorso anno sia uguale a quella di quest’anno a livello di telaio, quindi penso che il problema sia principlamente quello.

Vittorio Zoboli

C’è un pilota giovane su cui punteresti in questa stagione?

A me piace moltissimo Charles Leclerc. Finalmente la Ferrari ha pilota bravo e di immagine. Va molto forte, a livello tecnico bisognerebbe seguirlo in pista però mi pare un ragazzo semplice e capace di cogliere l’occasione nel momento giusto. Lui e Max Verstappen sicuramente sono i due piloti del presente e soprattutto del futuro.

Shumi Jr?

Non lo vedo male. A me non ha mai fatto impazzire Shumacher, che naturalmente è stato un pilota immenso, perchè non ho mai condiviso tutto quello che gli hanno costruito attorno. Ricordo nel 1982 al primo mondiale di cart ad Horrheim lui arrivò dietro di me, per entrambe si trattava del primo mondiale di kart, avevamo 13 anni.

E la tua Jordan?

Eddie Jordan è stato un grande imprenditore e un visionario. É nato praticamente dal niente e ha creato un grande team. Chi ha l’appoggio di una grande azienda è avantaggiato, basti pensare a Fiat e Ferrari, lui è emerso dal nulla. Mi è dispiaciuto quando ha lasciato. Nel 90′ quando correvo in Formula 3000 (ora F2) sono stato un anno in Inghilterra insieme a Eddie Irvine ed Emanuele Naspetti, ci siamo conosciuti bene.

Com’ è guidare una F1?

Una figata tremenda, il problema è quando scendi! Io venendo dalla attuale F2 ho sicuramente percepito la differenza di velocità ma la cosa che più mi è rimasta impressa è stata la differenza dell’impianto frenante: la F1 aveva appena introdotto i dischi in carbonio, che in F2 non avevamo. La decellerazione era impressionante, più della velocità e della ripresa.

Vittorio zoboli

I piloti italiani da qualche anno mancano nel Circus… Come mai?

Vuoi la verità? Credo sia colpa della la crisi economica. Fino metà anni 80 c’erano più di 10 piloti che sono rimasti fino a metà degli anni 90. A parte i due tre top team in cui pagano i piloti, per le altre scuderie è l’opposto. Gli italiani tramite sponsorizzazioni riuscivano ad ottenere sedili in quegli anni. Non è tanto una questione di scuola o tecnica, per me è solo questione di soldi. Per intenderci: un paio di anni fa, stavo trattando per far correre un pilota italiano sulla Williams, doveva portare 11 milioni di euro. A queste cifre diventa impossibile.

Tu come hai cominciato e quando hai capito che poteva essere una cosa seria?

Tutti quanti cominciano dal Kart, io ho fatto così. Se hai attitudine e vai forte, passi all’auto. Quando correvo io si doveva fare tutta la trafila: dal Kart alla Formula 3, poi F2 ed F1. Adesso puoi passare anche dal Kart alla F1, basta avere la patente (e i soldi). Il kart è una bellissima scuola, il rapporto peso/potenza è molto simile a quello della F1. Io mi sono fertmato nel momento più bello perchè avevo sponsor grossi che però dopo tangentopoli si sono un po’ defilati perchè è cominciata la crisi economica. Ai miei tempi con 100 milioni di lire potevi fare un gran premio con la Jordan. Io però quella macchina l’ho guidata tanto: ricordo che nei primi anni novanta avevano appena introdotto il cambio sul volante che necessitava l’utilizzo della frizione solo in partenza. Io e Irvine la guidavamo come un Kart, frenando con il sinistro, Barrichello aveva qualche problema in più perchè era abituato a frenare con il destro e il cambio di piede gli faceva perdere diversi centesimi di secondi…

Cosa provavi un minuto prima del semaforo verde?

I battiti del cuore aumentano di sicuro ed è molto emozionante, hai un attimo di agitazione ma appena scatta il verde va via tutto, sei concentrato, pensi solo ad andare veloce. Poi nell’automobilismo la cosa bella è che competi prima con te stesso che con gli altri.

Avevi scaramanzie?

Io quando correvo mi infilavo le scarpe da piolta e allacciavo prima quella di sinistra, visto che sono mancino

E un minuto dopo?

Va giu l’adrenalina e stai già pensando a ricostruire la corsa e lavorare sul gran premio successivo

Durante la gara quali sono i pensieri di un pilota?

Pensi solo a dar gas e cercare la soluzione migliore per fare dei sorpassi, non ci sono altri pensieri.

La gara però è lunga, ci sono tante cose da gestire!

Il problema grosso dei piloti ad esempio e fare la pipi! Tra l’altro è consigliato farsela addosso, primo perchè perdi di lucidità, secondo perchè in caso di incidente puoi avere emmoragie, quindi bisogna farla. Morale della favola: stare sempre lontano dai piloti a fine gara! I Gp durano un’ora e mezza o due. E poi io ho corso anche gare di durata in particolare con la Ferrari F40 e la Lamborghini Diablo. Ricordo anche una 24 ore con il team di David Hallyday, il figlio di Johnny, considerato uno dei più importanti cantanti francesi. Correvo su una Ferrari 550 Maranello bellissima, forse la più bella auto su cui abbia corso, ma che si fermava troppo spesso! E poi ricordo una gara su una F40 al Nürburgring: eravamo due piloti professionisti e uno gentelman che sponsorizzava la scuderia. Il gentleman voleva fare la partenza a tutti i costi, peccato che un’ora prima avesse mangiato una pizza salame e peperoni: per fortuna sua e sfortuna mia aveva il casco aperto e non è riuscito a guidare nemmeno la prima ora… Quando sono salito in macchina ho trovato il suo pranzo sul volante…

Vittorio Zoboli

Ferrari 550 Maranello – Philippe Alliot – David Hallyday – Vittorio Zoboli

Oggi che fai?

Sto collaborando con Enrico Zanarini, che era il mio manager quando correvo, su un progetto ancora top secret nell’automotive. Stiamo lavorando su eventi da organizzare all’estero, all’aperto nelle grande piazze, puntando sul green. E poi ora collaboro con l’Avanti del direttore on. Claudio Martelli, sto aiutando ad organizzare la redazione su Bologna in vista delle prossime amministrative. Il primo numero è uscito il mese scorso!